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INTENZIONE MENSILE
(Marzo Agenda Paolina 09)


Per le Annunziatine, perché, secondo l’esortazione dell’Apostolo,
vivano con mentalità evangelica la loro condizione secolare,
discernendo e promuovendo ciò che è vero,
buono e gradito a Dio, senza indulgere
a suggestioni mondane nell’esercizio
del loro apostolato.

Dal 16 al 24 marzo - Pensieri del Beato Alberione

1 - Non ama abbastanza la Madonna chi non lavora per le vocazioni e non ama abbastanza San Paolo, la cui premura fu di formarsi cooperatori nell’apostolato. (Tre Ave Maria)

2 - In ogni tempo, in ogni luogo, in ogni circostanza, in ogni smarrimento o difficoltà, volendo, troverete sempre a vostra disposizione tre consolazioni: l’Ostia santa, il Crocifisso, la speranza del Paradiso; tre luci: il Vangelo, la Chiesa, le Costituzioni; tre ancore di salvezza: la Madonna, San Paolo, la preghiera. (Padre Nostro)

3.- Gesù sia il Maestro di casa; amato, ascoltato, seguito, considerato sempre come Via, Verità, Vita. La SS. Vergine sia la Madre di famiglia. Sempre più conoscere, imitare, amare San Paolo. (Tre Gloria al Padre)

4 - L’orrore al peccato è la base ed il fondamento di ogni santità. Se non ci asteniamo dal male, come possiamo progredire nella via della perfezione? (Atto di dolore)

5 - Invochiamo Maria, regina della Chiesa, a favore di tutto il mondo; le diocesi, i seminari, le parrocchie siano consacrati a Maria regina. Il popolo mariano diverrà senza accorgersi un popolo fedelmente cristiano.(Salve Regina)

6 - La carità dell’apostolo tutte le creature chiama a predicare Dio, come la fede piena d’amore dell’anima orante invita le creature stesse, e tutte, a rivivere e lodare il loro Creatore. (Atto di carità)

7 - La vostra vita è una sorgente continuata di meriti, ed è una effusione continuata di grazie da parte del Signore Gesù, di Maria, di san Paolo. E ogni volta che si lavora per le vocazioni, il Signore dà più grazie per corrispondere alla propria vocazione. (Atto di fede)

8 - Ogni apostolato è una diffusione di Spirito Santo sulle anime e sul mondo. Ebbene, in Maria, per il consenso dato all’angelo, discese lo Spirito Santo che operò il più grande prodigio: l’Incarnazione e la santificazione del Cristo. (Atto di speranza)

9.- Penetriamo nel Cuore eucaristico di Gesù: ammiriamone le intime virtù, lodiamo, imitiamo. Egli ci invita: “Imparate da me, perché sono dolce ed umile di cuore” (Magnificat)

A Maria Santissima Annunziata

Tutte le generazioni ti proclamino beata, o Maria. Tu hai creduto all’arcangelo Gabriele,
e in te si sono compiute tutte le grandi cose che egli ti aveva annunciato.
L’anima mia e tutto il mio essere ti lodano, o Maria.
Hai prestato fede all’incarnazione del Figlio di Dio nel tuo seno verginale,
e sei diventata la Madre di Dio. Spuntò allora il giorno più felice della storia umana.
L’umanità ebbe il Maestro divino, il Sacerdote unico ed eterno, l’Ostia di riparazione,
il Re universale. La fede è dono di Dio e radice di ogni bene.
O Maria,ottieni anche a noi una fede viva, ferma, operosa:
la fede che salva e produce i santi.
Fede nella Chiesa, nel Vangelo, nella vita eterna.
Che possiamo meditare le parole del tuo Figlio benedetto,
come tu le conservavi in cuore e santamente le consideravi.
Che il Vangelo sia predicato a tutti.
Che venga accolto docilmente.
Che tutti divengano in Gesù Cristo figli di Dio. Amen


Il Rosario della Mater Divinae Gratiae

 

Interessante, anche se poco conosciuto, è il formulario del Santo Rosario che Don Alberione ha suggerito per il centro mariano di Rosta (Torino), che l'ha pubblicato nell'opuscolo "Mediatrice di Grazia".
Della speciale attenzione dell'Alberione per il riconoscimen­to alla Vergine Maria del titolo di Mediatrice Universale di Grazia abbiamo già detto.

Questo formulario di Rosario ne è un'ulteriore conferma, dato che è tutto impostato sul concetto: Maria cooperò con Gesù ne/ portare la Grazia sulla terra; assunta in Cielo, con Gesù distribuisce la Grazia.
I misteri delle singole parti del Rosario, introdotte da un'e­spressione scritturistica, sono così enunciati e commentati:


Misteri gaudiosi: "Sia gioia a te, o piena di grazia"


1. L'Annunciazione: Eva indusse al peccato Adamo, che portò la morte; Maria, accettando la Divina Maternità, ci diede Gesù, nostra vita.

2. La Visita di Maria a santa Elisabetta: Due prime grazie di Gesù: Giovanni Battista santificato nel seno materno; il miracolo.fìsico alle nozze di Cana. Nell'uno e nell'altro caso, con l'intervento di Maria.

3. La nascita di Gesù: Maria presentò Gesù all'umanità sulla terra: nel presepio a san Giuseppe, ai pastori, ai magi; poi al Tempio. In Cielo presenta Gesù alle anime pure, secondo la preghiera della Chiesa: "Mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il,frutto benedetto del tuo seno".

4. La presentazione di Gesù al Tempio: Maria, sino alla Risurrezione del Figlio, seguì la liturgia mosaica [Circoncisione, Purificazione, solennità ebraiche al Tempio]; poi seguì la liturgia cristiana [il Sacrifìcio della Messa, la Comunione, la predicazione]. La liturgia glorifica Dio e porta la divina Grazia agli uomini.

5. Il ritrovamento di Gesù fra i Dottori nel Tempio: Gesù, da Maria e Giuseppe, venne ritrovato nel Tempio. Maria conservava e meditava quanto sentiva di Gesù: è notato due volte dall'Evangelista. Chiedere a Maria la grazia di ascoltare e meditare la Parola di Dio.

3. IL ROSARIO VISSUTO DALL'ALBERIONE


Scriveva G. Roatta: «La preghiera nella quale Don Alberione si è certo intrattenuto più a lungo nella vita, è stata quella del Rosario. Gli ultimi tempi della sua vita, poi, sono stati praticamente una lunga, ininterrotta sequela di Rosari. Nella sua agonia egli ha continuato a muovere incessantemente le labbra, con la corona in mano. Nel suo passaggio al riposo e nell'attesa della risurrezione, egli reca tra le ceree mani la corona, lo strumento più caro della sua vita.
Una nutritissima pratica del Rosario egli ha sempre inculcato ai figli e figlie delle sue Congregazioni. Più volte egli ha messo in carta accurati suggerimenti per una varia e coltivata meditazione dei 15 misteri, indicandone il contenuto e le possibili intenzioni, ai vari livelli di oranti.
Tali formulazioni si trovano, per tutti i Paolini, nel Libro delle preghiere e, inoltre, nella raccolta di suoi scritti Carissimi in San Paolo, (pag. 1462ss.); nel vol. 2° Haec meditare, (pag. 168ss.); e in Brevi meditazioni per ogni giorno dell'anno, vol. 2°, (pag. 422ss.)» [cfr. dattiloscritto Punti di riferimento della vita .spirituale paolina - L Mariologia, Ariccia 1973, pag.98].
Oltre a questi riferimenti, troviamo nella stessa raccolta di scritti Carissimi in San Paolo, pagg. 583-585, un'originale riflessione di Don Alberione su II primo.fìrutto del Rosario, da un articolo del San Paolo dell'ottobre 1952. Ci pare molto opportuno iniziare da quest'ultima la riproposta di cenni alberioniani significativi circa il senso e il valore attribuiti a tale preghiera dal nostro Beato.

«Questo - scrive Don Alberione - è il vero concetto della vita: usciti dalle mani di Dio, siamo sopra la terra in una prova; per ritornare a Dio, nostro fine [...]. Ordinare l'uomo a una soprannaturale unione con Dio. Tutto l'uomo deve ordinarsi a Dio: la mente con una viva fede, la volontà con una vita virtuosa, il cuore con sentimenti soprannaturali [...].
Maria è stata stabilita ed è vera Madre della Chiesa e di ogni anima in grazia. Ella ha il compito di illuminarci, fortificarci, guidarci a Gesù Cristo; Ella rende a noi facile ciò che è difficile per la nostra natura.
I Misteri gaudiosi ricordano i grandi mezzi, la diversità di vocazioni, le innumerevoli grazie, le continue occasioni e la varietà delle circostanze e condizioni sopra la terra per acquistare meriti per la vita eterna. La terra è per il cielo. Diciamo "memento homo quia pulvis es et in pulverem reverteris "; ma aggiungiamo anche: "ricordati, uomo, che sei spirito e tra gli spiriti dovrai vivere eternamente".

Maria nell'annunciazione conosce, accetta, comincia la sua missione sopra la terra. Missione ardua e santa. La continua nel secondo mistero, quando va a prestare i suoi servizi ad Elisabetta sua parente; e porta colà benedizione e grazia, anzi, lo stesso Gesù che era il salvatore dell'umanità: Elisabetta è ripiena di Spirito Santo, Giovanni Battista è santificato, Zaccaria riacquista la parola. Maria è l'umile ancella che compie il divino volere. Illuminata da Dio, si abbandona tutta nelle sue mani: ed eccola nel Presepio a deporre nella greppia, sopra un po' di paglia, Gesù Bambino; eccola in adorazione con Giuseppe; eccola a presentarlo ai pastori ed ai Magi perché è il Salvatore degli Ebrei e dei gentili. Ugualmente lo presenta al Tempio, secondo la legge mosaica: mentre adempie ad un precetto che non la riguardava, il Bambino entra nel suo Tempio, Simeone predice grandi cose per il Figlio e per la madre.
Avviene poi lo smarrimento ed il ritrovamento di Gesù nel Tempio; angosce e poi gioia per Maria e Giuseppe, saggio della futura missione di Gesù Maestro, con la conclusione che riassume la vita a Nazareth: "Viveva soggetto a Maria ed a Giuseppe ".
La vita umana si intreccia di vicende varie: ma tutto è disposto per la nostra santificazione. I primi cinque misteri portano l'appellativo di gaudiosi, specialmente perché annunziano la redenzione dell'umanità.
La presente vita richiede una continua abnegazione; ma il Maestro Divino ci precede e ci invita: "Chi vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua".

Ecco perciò i Misteri dolorosi: Gesù agonizza; Gesù è flagellato a sangue, incoronato di spine e schernito; Gesù è condannato a morte ed è obbligato a portare la croce; viene crocifisso.
Ma, infine, si arriva ai Misteri gloriosi! [Si arriva] alla patria celeste, dove si sarà sempre felici, dove è la eterna dimora. Gesù è risorto, è asceso al cielo, di dove ha mandato lo Spirito Santo sopra la Chiesa. Maria ha un felice transito, viene assunta corporalmente in Paradiso, è incoronata Regina e fatta Mediatrice di ogni grazia.
Ecco, dunque, le verità fondamentali, princìpi direttivi del nostro breve passaggio sopra la terra. Sempre innanzi al nostro sguardo il fine ed i mezzi per conseguirlo.
Il succedersi degli eventi, le difficoltà presenti come ogni nostro lavoro possono tutti cooperare al bene; tutto può essere usato come materiale per costruirci la casa dell'eternità.
Ecco il primo insegnamento e la prima grazia da ricavare dal Rosario».

Da: Il Magnificat di Don Alberione